TOURING

Il pomeriggio del venerdì il consueto scambio di telefonate fra amici ciclisti, per concordare dove andare e la partenza; da subito prevale l’idea di partecipare al “Giro di Piazza” con il Bicisporteam; in tarda serata mi arrivano altri SMS, fra questi ci sono quelli di Leonardo il quale da poco tempo va in bici da corsa.

Il sabato mattina nel luogo dell’incontro Leonardo non c’è, nel contempo incrocio diversi atleti del Bicisport, fra i quali Enzo, Ruggero, ed altri.

Sergio è verso Porta Romana; lo raggiungo,ma il gruppo degli atleti del Bicisport è già ben lontano, quasi impossibile, almeno per me, riprenderli. Davanti c’è il San Gaggio: una salita che, fatta a freddo, ti stronca; poi c’è il falso piano del Ferrone che, di solito non lo pedalo ad oltre 35 km/h. Questa breve premessa per far capire che stare a ruota del gruppo Bicisport bisogna essere allenati, agguerriti e ben motivati perché il ritmo è veloce

Sergio ed io frulliamo ad una velocità tale che, in poco tempo raggiungiamo Greve in Chianti (a Repubblica Fiorentina divise, e il Granducato Mediceo conservò il distretto politico del Chianti in tre terzi, cioè, Terzo di Radda, Terzo di Gajole e Terzo della Castellina, conosciuti rapporto alla disposizione militare col nome di Lega della Castellina del Chianti e rapporto al potere civile dipendenti dalla potesteria di Radda, allora subalterna al Vicariato di Certaldo, mentre quella della Comunità di Greve alla stessa epoca dipendeva dal Vicario di S. Giovanni in Val d’Arno.. »( 1833, Emanuele Repetti Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana)).

Oltrepassato Greve in Chianti si inizia la salita del Panzano (La zona era abitata già in epoca etrusca come dimostra il ritrovamento di una stele risalente al VI – V secolo a.C. presso la pieve di San Leolino, stele poi dispersa. Anche in epoca romana la zona fu fittamente abitata, di quel periodo sono rimaste numerose tracce nei toponimi tra cui lo stesso Panzano. All’inizio del X secolo risulta citata la Pieve di San Leolino a Flacciano, poi diventato Panzano.).

In alcuni tratti della salita verso Panzano, osservo che frullo sui 14 km/h ed a volte, nei falsi piani, anche 17 km/h. Sorpasso un gruppetto di ciclisti, uno si stacca e mi sta dietro per parecchio ma poi visto che tengo un passo ritmico e rapporto duro, molla e rallenta.

Sergio ovviamente frulla più di me, staccandomi, ma quasi sempre a vista, salvo l’ultimo pezzo di salita ove sparisce del tutto. Si arriva in cima a Panzano: stranamente non c’è il solito caos del sabato; niente pancarelle, nè turisti…comunque, breve pausa per rabboccare le borracce e rifocillarsi con una barretta, poi giù verso Castellina in Chianti.

La strada per un pezzo è in discesa, poi inizia una salita che, a tratti, si fa sentire nelle gambe, ma con un compagno come Sergio, la fatica non si sente, anzi, invece di tenere rapporti morbidi, metto anche quelli un pò più duri, per tentare di fare qualche ripetuta.

Arriviamo al paese di Castellina e ci fermiamo. Il territorio comunale si estende per 99,45 chilometri quadrati ed è posto sulle colline a cavallo tra la Val d’Elsa, la Val di Pesa e la Valle del fiume Arbia. Il dislivello altimetrico va da un minimo di 180m s.l.m. nella zona di Castellina Scalo ad un massimo di 626 m s.l.m. nella zona del Monte Cavallaro; il capoluogo è posto a 578m. Il suo territorio è interamente compreso nel Chianti Classico.

Sergio rabbocca la borraccia, ma la fontana è al sole…l’acqua è calda. Quindi andiamo al bar: un caffè ci vuole. Di lato ci sono due “veri” cicloturisti stranieri al tavolino; le loro bici sono due mtb con ruote da strada e le classiche borse davanti e dietro. Riprendiamo il giro e percorriamo un bel pezzo di salita spaccagambe per immetterci poi nella strada che va verso il San Donato.

Il paesaggio è bellissimo, la temperatura segna 33° ma a quella altezza (Castellina in Chianti è a 578m) non si sente ed inoltre l’aria fresca ti aiuta a pedalare. Passiamo San Donato e ci fermiamo per osservare la meravigliosa pieve, famosa per il trattato del 1265 ove si svolse, l’ultimo sabato di luglio, un importante incontro per sancire un trattato di pace che poi non durò molto. La pieve di San Donato è una basilica a tre navate coperte a tetto e con tre absidi semicircolari; la pieve ha un rivestimento in filaretti di alberese

Fa parte di un complesso fortificato che consta anche di una torre campanaria. La torre campanaria probabilmente è preesistente alla pieve [1].

Riprendiamo il giro e intersechiamo Bargino, poi passiamo da Macchiavelli, Massanera, Tavernuzze, Galluzzo ed arriviamo nel caos frenetico cittadino di Firenze.