Nella finanziaria varata dal Governo Prodi si dà il via alla legalizzazione delle scommesse, che porterà benefici e miliardi a tutto lo sport italiano

Superata la crisi di governo che aveva imposto uno “stop” all’attività parlamentare, tornano sul tappeto gli argomenti in sospeso. Tra questi c’è il Totoscommesse che, per il mondo dello sport, è di certo il più importante, viste le ricadute che può avere. Innanzitutto sulle Federazioni, in termini di risorse finanziarie, ma anche sulle casse dello Stato che si trova un nuovo “contribuente” che va a incrementare le entrate dell’Erario. Si calcola infatti che il giro d’affari Totoscommesse si potrebbe aggirare intorno ai 15-20 mila miliardi all’anno.

Le federazioni sportive beneficerebbero delle risorse derivanti dalla legalizzazione delle scommesse

Un passo avanti verso la realizzazione del Totoscommesse è rappresentato dall’ultima Relazione Finanziaria che, riportando l’articolo 3, comma 230 della legge 28 dicembre 1995, n. 549 (la Finanziaria del 1995) ribadisce che “l’accettazione delle scommesse possa essere effettuata da parte dei concessionari per la raccolta delle scommesse ippiche e che, in tal caso, la gestione del Totalizzatore Nazionale sia affidata al Ministero delle Finanze”. Come a dire che, in attesa che si attrezzino altri protagonisti, saranno le Agenzie Ippiche, in quanto locali “stabiliti con legge o con regolamento”, a gestire il Totoscommesse.

Dotate di un know how specifico, acquisito in decenni di gestione delle scommesse, le Agenzie Ippiche si avvalgono di tecnologie d’avanguardia e di una rete informatica che consente collegamenti in tempo reale grazie a un sistema online. Calcolando i tempi dell’iter burocratico e i tempi necessari alle decisioni, “lo sfruttamento nell’immediato delle strutture già esistenti”, vale a dire l’incarico pro-tempore alle Agenzie Ippiche, potrebbe durare qualche anno. Comunque sia, questo “ok” all’avvio del Totoscommesse piace a molti. Perché significa portare nuove risorse al mondo dello sport.

In Italia le Federazioni sportive hanno bisogno di continue risorse per alimentare lo sviluppo delle loro strutture e delle loro attività, con importanti benefici economici. Sia in termini di posti di lavoro sia in termini di volumi d’affari. Altro aspetto fondamentale è che la legalizzazione delle scommesse sugli sport, consente di drenare le risorse che oggi vengono sottratte allo Stato (e di conseguenza a tutto il mondo dello sport) dal gioco clandestino. E non stiamo parlando di spiccioli: le cifre denunciano un giro d’affari “nero” che l’anno scorso ha superato i 20 mila miliardi di lire.

Se ai clandestini si aggiunge anche la concorrenza dei bookmaker stranieri, si può ben immaginare quale sia il volume delle risorse che si possono riportare nelle casse dello Stato e delle Federazioni, grazie al Totoscommesse. Uno dei sostenitori di questo progetto è il vice presidente del Consiglio Walter Veltroni. Sin dal giugno scorso, partecipando ai lavori di un convegno che si è tenuto a Reggio Emilia sugli stadi privati e la sicurezza, ha detto: “Non vorrei intervenire in certi argomenti, ma una legge dello Stato va rispettata anche nei tempi. Voglio dire che sto preparando una lettera al presidente del CONI, Mario Pescante, nella quale invoco di imprimere una decisa accelerazione alla partenza del Totoscommesse e di tagliare i tempi per arrivare alle giocate online di Totocalcio e Totogol. Bisogna per forza riuscire a giocare fino a mezz’ora prima dell’inizio delle partite. Per il Totoscommesse, poi, ricordo che si tratta di un impegno ben preciso tra lo Stato e il mondo dello sport. A beneficio di tutti”.

Fedele alla parola data, il vice presidente del Consiglio Veltroni ha riunito il 24 ottobre scorso a palazzo Chigi i presidenti di CONI, Federcalcio e Lega – Pescante, Nizzola e Carraro – per parlare di problemi e prospettive del mondo dello sport in generale e delle scommesse in particolare. Un’occasione che è servita a Veltroni per ribadire che bisogna dare “un’accelerata” al Totoscommesse affidandone la gestione alle strutture esistenti, predisposte a questo per legge: le Agenzie Ippiche, appunto.