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Lungo le vie del vecchio borgo di Pentidattilo san Gaetano Catanoso ha iniziato il suo ministero di parroco e qui i suoi fedeli si sono ritrovati, sabato 21 aprile, per vivere in sua memoria un’intensa giornata di spiritualità organizzata dalla Fondazione Onlus “San Gaetano Catanoso” di cui è presidente il nipote del Santo, Pasquale Catanoso.

A Pentidattilo Padre Catanoso è stato dal 1904 al 1921 e i tantissimi fedeli giunti da ogni parte della Calabria hanno potuto, con devozione e raccoglimento, visitare i luoghi in cui il Santo ha sviluppato e perfezionato la sua fede tra cui la Chiesa parrocchiale dei SS. Apostoli Pietro e Paolo e la Casa Canonica in cui ha vissuto, oggi trasformata in Museo.

Cuore della giornata è stata però la Celebrazione Eucaristica presieduta da mons. Nicola Ferrante, attuale parroco di Santa Maria di Loreto e parroco di Chorio di San Lorenzo, paese natale di Gaetano Catanoso, al tempo del Santo e concelebrata, tra gli altri, dal vicario generale, don Antonino Iachino, dall’arciprete della parrocchia di Maria SS. Immacolata di Melito (intervenuto al posto del vicario zonale don Scordo) don Benvenuto Malara, dal parroco di “San Gaetano Catanoso” don Pino Sorbara e da don Giacomo D’Anna.

Presso l’Anfiteatro Comunale, con lo sfondo dell’antico paese racchiuso tra le cinque dita della mano, il Santo è stato ricordato attraverso testimonianze significative. Prima dell’inizio della celebrazione suor Dorotea, Madre generale delle Suore Veroniche del Volto Santo ai tempi della canonizzazione del Fondatore dell’ordine, ha ricordato il suo incontro con il Santo e il suo operato sempre fiducioso nel sostegno e nell’aiuto nella Provvidenza divina.

Durante la Messa, animata dal coro di fanciulli “San Gaetano Catanoso” di Chorio di San Lorenzo, don Nicola ha ricordato l’attività del Santo proprio a Pentidattilo. Una rievocazione storica che ha associato nel ricordo San Gaetano ad altri santi che hanno lasciato testimonianze di sé nella zona, tra cui Sant’Elia, e alla figura di suor Teresilla Barillà morta a Roma nel 2005 e che si spera di veder presto innalzata agli onori degli altari.

Don Ferrante ha ricordato l’insediamento di padre Catanoso a Pentadittilo il 6 marzo 1904 citando le parole dell’allora settimanale diocesano “Fede e civiltà” che sottolineava la “parola eloquente e incisiva” del giovane sacerdote. E di seguito le tante difficoltà che aveva dovuto affrontare e che lo hanno sempre visto schierarsi dalla parte di chi aveva bisogno. Il suggestivo borgo era allora abitato da povera gente che aveva il suo sostentamento solo nel lavoro dei campi, a cui la miseria e l’ignoranza avevano fatto smarrire il senso religioso, mentre sullo sfondo c’era la malavita organizzata che impediva qualsiasi possibilità di miglioramento. Molte le minacce ricevute anche dal Santo, minacce che però non sono mai riuscite a piegarlo, così come i gravi avvenimenti a cui dovette far fronte negli anni del suo ministero, il disastroso terremoto del 1908 e la Prima Guerra Mondiale, non sono mai riuscite a scoraggiarlo. Anzi, don Ferrante ha ricordato della sua denuncia sul settimanale diocesano “Reggio Nuova” nel 1909 dei tardivi soccorsi alla popolazione di Pentidattilo. Nel 1921 Padre Catanoso venne trasferito a Reggio e qui continuò la sua opera di carità attraverso la Fondazione delle Congregazione delle Suore Veroniche del Volto Santo, oggi presenti in tanti paesi del mondo.

Un ricordo storico, quello di don Ferrante ma che diventa più personale quando rievoca i suoi incontri con il Santo, che era solito chiamarlo “il mio parroco”, e con la sua famiglia. Una famiglia unita, devota che ha saputo instillare la fede in padre Catanoso e che lui ricordava con gratitudine.

Dopo la Santa Messa significativo è stato anche l’intervento del sindaco di Melito Porto Salvo, Giuseppe Iaria, che ha espresso l’intenzione di far diventare questa manifestazione una ricorrenza annuale per testimoniare il ricordo e la devozione a San Gaetano Catanoso.