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PORDENONE – Due funzionari della Regione Friuli Venezia Giulia sono indagati per corruzione per aver costituito, insieme ad un imprenditore trevigiano, una società per lo sfruttamento di una concessione per la derivazione di acque, necessaria per la realizzazione di una centrale idroelettrica, rilasciata dal loro ufficio.

L’indagine condotta dalla guardia di finanza ha permesso di accertare che, quale compenso non dovuto per aver svolto la loro attività d’ufficio (non risulta infatti che la concessione sia stata rilasciata in violazione di norme o regolamenti), i due funzionari hanno ottenuto un doppio vantaggio: il primo è quello di entrare in società, «investendo» 43.000 euro; il secondo è quello di veder decuplicare in un anno il valore delle proprie quote per effetto dell’ingresso in società di un altro finanziatore e della realizzazione da parte della società dell’impianto idroelettrico.

I due funzionari della Regione sono Stefano Lanfrit, di 43 anni di Pinzano al Tagliamento, e di Diego Fonn, di 45 anni di Pordenone, già rinviato a giudizio con l’accusa di concussione in un altra inchiesta legata allo sfruttamento della ghiaia dei torrenti, per la quale ero stato anche arrestato. Nell’indagine è accusato di corruzione impropria anche l’imprenditore, Giuseppe Carpené, di 43 anni residente a Oderzo (Treviso). Il progetto, che ha ottenuto le concessioni nel 2009 ha portato alla realizzazione di una centrale idroelettrica a Cordenons (Pordenone) per un valore stimato di oltre 7,5 milioni di euro.

Secondo l’accusa i funzionari avrebbero ottenuto un doppio compenso non dovuto per aver svolto la loro attività d’ufficio: si tratta dell’ingresso nella società, con investimenti di 11 e 32 mila euro (coperti da un prestito fatto da Carpené), ma soprattutto della valorizzazione che le loro quote hanno ottenuto. In un anno si sono decuplicate: il valore complessivo è ora 364 mila euro che sono state sequestrate e affidate ad un amministratore. Per evitare che la compagine sociale venisse riconosciuta, portando alla luce l’identità dei dipendenti regionali era stata coinvolta una società di amministrazione fiduciaria, che compariva all’atto della visura camerale.

Sergio Schena, comandante della guardia di finanza di Pordenone, nell’evidenziare i risultati dell’inchiesta ha posto l’accento sul fatto che non risulta che la concessione alla società Renowa di Brugnera (Pordenone) sia stata rilasciata in violazione di norme o regolamenti. Nell’indagine c’è un quarto indagato: si tratta di Fabio Lanfrit, di 41 anni, fratello di Stefano, anch’egli di Pinzano accusato di ricettazione, intesa come ricevimento di beni provenienti dal delitto, per essere entrato in possesso del 12% delle quote societarie attraverso il parente.

Le quote dei due funzionari nella società, del valore complessivo di 364.000 euro, sono state sequestrate.

Venerdì 13 Aprile 2012 – 09:28 Ultimo aggiornamento: Sabato 14 Aprile – 09:02