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Calcio mercato, chiusi i giochi Nocerino al Milan, Silva alla Fiorentina – Il Gazzettino

DIMITRI (19;29):

Per l’appunto…Lei evidentemente fa parte di quella categoria di uomini che nella psicologia femminile ci sguazzano come un topo nel formaggio! Ottima peculiarità. Però attenzione con certe pretese, perchè “chi si contenta del poco, trova posto in ogni loco”!

La simpatia è reciproca, caro Dimitri. Ciao!… :-))

commento inviato il 02-12-2010 alle 12:21 da CINZIA

Magari lavorava da una vita mettendo sempre soldi da parte, risparmiando, (alcune persone iniziano a lavorare a 14 anni, anche 10 ore al giorno) o magari si è venduto la casa, magari era un operaio single che lavorava ore su ore facendo un sacco di straordinari, magari era un operaio qualificato che guadagnava decentemente (mica esistono operai che prendono solo 1.000/1.500euro) o ancora magari ha fatto un sacco di debiti (cosa tra l’altro scritta nell’articolo)…ma voi che ne sapete??? Tutti sempre pronti a giudicare!!!

E poi concentratevi sulle truffatrici non sulle vittime! Sembra che si siano ribalati i ruoli, secondo tutti i vs.commenti! Condannate l’operaio perchè aveva 220 mila euro ma non le truffatrici che circuivano, ricattavano, minacciavano ecc.

Insomma qui nessuno è mai stato “fregato” da qualcun altro?!?!? Qui nessuno si è mai fidato della persona sbagliata?!?!?! Qui nessuno ha mai commesso errori?!?!

Essere minacciati di prendersi una denuncia per violenza sessuale quando non c’è stata, non è per nulla uno scherzo!!!!!! Ti rovinano la vita queste cose anche se poi risulti essere innocente e questo proprio perchè ci sono persone che sono in grado solo di giudicare! Erano uomini single, molto probabilmente onesti (se amici e parenti gli hanno prestato dei soldi sicuramente era affidabile e risultava essere onesto, no??) non hanno fatto male a nessuno, si sono SOLO fidati della persona sbagliata che li ha poi massacrati. Pensate prima di giudicare.

commento inviato il 02-12-2010 alle 11:18 da Justine…

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Calcio. Miracolo del Padova: travolge la Triestina per 3-0 e resta in serie B – Il Gazzettino

Filo di nylon

Molti lavori sono realizzati utilizzando il filo di nylon di spessore diverso; la caratura dello spessore è data dalla grandezza delle perline, o meglio dalle dimensioni del foro. E possibile procurarsi il filo presso i rivenditori di accessori per bigiotteria o presso i negozi di articoli da pesca.

Filo di metallo

Altri lavori sono realizzati con filo di metallo di color argento (Silver) o color oro (gold). Come per il filo di nylon esistono varie carature ed anche per il filo di metallo la scelta è determinata dalle perline usate. La lavorazione richiede a volte l uso di pinze a punta stretta e forbici.

Filo per collane

Le collane più classiche sono realizzate con il filo adatto allo scopo. Questo genere di filo è composto da fili di cotone ritorti a cui è stato applicato all estremità un filo sottile di metallo che consente di infilare facilmente le perline. E possibile acquistarlo nei negozi specializzati di bigiotteria o nelle mercerie.

Il cordoncino di gomma

Si tratta di un filo di gomma trasparente e malleabile; viene usato con perline a fori di grosse dimensioni o applicati a diademi centrali già lavorati.

Per fermare le perle vengono usate fascette e sferette di metallo.

In altri casi sono utilizzate per fissare le chiusure alle estremità del filo o per fermare il filo dentro ai ganci a clip.

Per chiudere una collana o un braccialetto è possibile utilizzare sistemi anche più decorativi. Basterà chiudere un estremità con perle di grosse dimensioni, pietre o bottoni e fermare l estremità opposta con una asola.Gli accessori per la chiusura sono in genere costituiti da ganci semplici, ganci e catenella. Vi sono anche accessori più attuali che utilizzano magneti per tenere unite due piastrine.

ESEMPI DI REALIZZAZIONE…

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Il totoscommesse è oramai una realtà

Nella finanziaria varata dal Governo Prodi si dà il via alla legalizzazione delle scommesse, che porterà benefici e miliardi a tutto lo sport italiano

Superata la crisi di governo che aveva imposto uno “stop” all’attività parlamentare, tornano sul tappeto gli argomenti in sospeso. Tra questi c’è il Totoscommesse che, per il mondo dello sport, è di certo il più importante, viste le ricadute che può avere. Innanzitutto sulle Federazioni, in termini di risorse finanziarie, ma anche sulle casse dello Stato che si trova un nuovo “contribuente” che va a incrementare le entrate dell’Erario. Si calcola infatti che il giro d’affari Totoscommesse si potrebbe aggirare intorno ai 15-20 mila miliardi all’anno.

Le federazioni sportive beneficerebbero delle risorse derivanti dalla legalizzazione delle scommesse

Un passo avanti verso la realizzazione del Totoscommesse è rappresentato dall’ultima Relazione Finanziaria che, riportando l’articolo 3, comma 230 della legge 28 dicembre 1995, n. 549 (la Finanziaria del 1995) ribadisce che “l’accettazione delle scommesse possa essere effettuata da parte dei concessionari per la raccolta delle scommesse ippiche e che, in tal caso, la gestione del Totalizzatore Nazionale sia affidata al Ministero delle Finanze”. Come a dire che, in attesa che si attrezzino altri protagonisti, saranno le Agenzie Ippiche, in quanto locali “stabiliti con legge o con regolamento”, a gestire il Totoscommesse.

Dotate di un know how specifico, acquisito in decenni di gestione delle scommesse, le Agenzie Ippiche si avvalgono di tecnologie d’avanguardia e di una rete informatica che consente collegamenti in tempo reale grazie a un sistema online. Calcolando i tempi dell’iter burocratico e i tempi necessari alle decisioni, “lo sfruttamento nell’immediato delle strutture già esistenti”, vale a dire l’incarico pro-tempore alle Agenzie Ippiche, potrebbe durare qualche anno. Comunque sia, questo “ok” all’avvio del Totoscommesse piace a molti. Perché significa portare nuove risorse al mondo dello sport.

In …

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35° Giro Ciclistico Internazionale del Friuli Venezia Giulia – Emmegi Agenzia di Stampa Internazionale

Vince Ravaioli, Maglia Rosa a Simioni.

Squalificato lo sloveno Mezgec per doppio tesseramento.

Dopo il trionfo nella tappa di ieri conclusasi con l’arrivo a Montemars, doccia fredda per il ventenne sloveno Luka Mezgec. Su ricorso presentato da alcuni concorrenti e supportato da adeguata documentazione, la maglia gialla viene escluso dall’ordine di arrivo e conseguentemente dal Giro in base all’art. 47.53 del Regolamento Tecnico U.d.A.C.E. per doppio tesseramento, in quanto lo stesso ha partecipato e si è classificato in importanti manifestazioni Under 21; scatta anche l’esclusione da qualsiasi manifestazione U.d.A.C.E fino al 31/12/2008. Il comunicato della giuria ha messo la parola fine ad una diatriba iniziata nella mattinata di ieri e il collegio dei giudici, in tarda serata, ha emesso la “sentenza”. Con lo sloveno a casa, classifiche modificate: Simioni e Rezzani si presentano alla partenza di Montenars con la piena titolarità, rispettivamente, della maglia rosa e ciclamino. Oggi ultima tappa del 35° Giro Ciclistico del Friuli Venezia Giulia, la Montenars-Tricesimo, 79 km senza particolari difficoltà che ha visto protagonisti le seconde linee delle squadre impegnate in gara. Dopo il via dato al km “zero” in località Artegna, iniziano le danze ed è un continuo susseguirsi di attacchi che però non hanno esito alcuno. All’interno del circuito da ripetersi 2 volte, con velocità intorno ai 60 km/h, si sviluppa la prima fuga importante con Pagnin (Salvador RDZ) e Lenarduzzi (Chiarcosso) che riescono a mettere insieme fino a 29” sul gruppo quando il cartello chilometrico segna il 49° chilometro di gara. La reazione del gruppo favorisce il ricompattamento e da allora, e fino alla fine, solo tentativi senza esito e gli atleti si presentano in dirittura d’arrivo con la gran voglia della “volatona”. Ivan Ravaioli (EuroVelo Cicli) si porta avanti supportato dai compagni di squadra. Il forcing finale vede il faentino tagliare …

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Scommesse Tour de France: gioca con le migliori quote

Scommesse Tour de France

Il Tour de France è la competizione ciclistica maschile a tappe più prestigiosa di Francia. Nell’ambiente del ciclismo su strada, il Tour de France è uno degli avvenimenti sportivi più importanti del mondo, insieme al Giro d’Italia e alla Vuelta spagnola. Il maggiore bookmaker d’Italia SNAI è famoso per le quote vantaggiose che offre, in relazione ai principali eventi sportivi, nazionali ed internazionali. Il sito di SNAI dispone di una sezione interamente dedicata alle scommesse sportive, dove troverete sia le quote, sia i pronostici, necessari per realizzare le giocate, che possono essere singole, ovvero con un solo avvenimento da indovinare, o multiple, con due o più avvenimenti da pronosticare. Scopri i vantaggi di scommettere con SNAI, visitando la pagina delle scommesse sportive.

Tour de France: curiosità sul torneo

Da quando è stato fondato, nel 1903, il Tour de France si è svolto ogni anno, con la sola eccezione dei periodi segnati dalla prima e dalla seconda guerra mondiale. La competizione ha inizio nel mese di luglio e si svolge durante l’arco di tre settimane, su un percorso ogni anno diverso, attraverso il territorio francese ed i paesi limitrofi. Come le altre principali competizioni ciclistiche, anche il Tour de France è uno dei protagonisti del settore delle scommesse sportive. Il prestigio legato a questa competizione, porta ogni anno sempre più appassionati a scommettere sugli avvenimenti che compongono la corsa a tappe più importante di Francia. Il vincitore dello scorso Tour de france e detentore del titolo è l’italiano Vincenzo Nibali, mentre i corridori più titolati sono: Bernard Hinault, Eddy Merckx, Jacques Anquetil e Miguel Indurain. La finalità del Tour de France è la vittoria della classifica generale, come in tutte le corse a tappe, nelle quali sono previste anche altre classifiche accessorie, come la classifica a punti, …

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RIO 2016: Il GAB e i giochi olimpici!

di Filippo Curatola

Non c’è chi non conosca quel celebre assioma di uno scrittore francese: “Bisogna vivere come si pensa, se non si vuol finire col pensare come si vive”. C’è una profonda verità in quell’assioma: “se la vita non si conforma al pensiero, sarà il pensiero che si conformerà alla vita”.

Una verità, questa, che emerge con forza in questa stagione della storia umana in cui, con una frequenza sempre più inquietante – dentro determinati scenari della vita quotidiana – “ciò che avviene” diventa “ciò che è bene”.

Il tutto, sotto la spinta inesorabile di mass media, sempre più invasivi e potenti; e di legislazioni internazionali e nazionali, sempre più sottoposte alla “dittatura” di una certa “opinione pubblica”, a sua volta artificialmente creata.

Un’opinione pubblica che non si pone nemmeno il problema di non essere “libera”; e che non si interroga su cosa sia necessario per “vivere bene”: un’opinione pubblica che “si adatta”.

Ed “emargina” chi si permette di dire qualcosa di “diverso”.

Emargina, quella opinione pubblica, chi esprime l’idea che “per vivere bene” bisogna “pensare bene”; e chi crede che non solo la vita deve essere coerente con le idee, ma che anche le idee devono essere coerenti con i “principi”: quei “principi” su cui si regge il mondo.

Principi non solo scientifici e metafisici, ma anche etici, sui quali l’uomo ha costruito la vita per millenni. Se li metti in dubbio; se li scardini, é la vita umana che crolla. E il panorama più inquietante non è il presente, ma il futuro.

Quale sarà il futuro dei “piccoli”, che nascono oggi immersi dentro il clima della “dittatura del relativismo”? Decidiamo, mi chiedo, di non pensarci, dato che prima o poi noi ce ne andremo e quel che accadrà non ci riguarda? E’ questa l’eredità che vogliamo lasciare …

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Il Data Blog Del Corriere Della Sera.

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Le condanne erano arrivate nel 2013: una pena di 14 mesi per i coniugi ultrasessantenni di Varese che due anni prima avevano avuto i loro gemelli grazie a una madre surrogata di Kiev. Addirittura 5 anni e un mese per quelli di Brescia, genitori anche loro di due bimbi partoriti da una donna ucraina nel 2011. In appello è cambiato tutto: marito e moglie bresciani sono stati prosciolti il 25 marzo scorso, quelli varesini nell’autunno precedente.

A complicare il dibattito di questi giorni sulla gestazione per altri — arrivato in Italia sulla scia della campagna delle femministe francesi per un divieto universale e unitasi alle voci dei cattolici da sempre contrari — ci sono le apparenti contraddizioni della giurisprudenza. La gestazione per altri in Italia è vietata dal 2004, quando è stata varatala legge 40 sulla fecondazione assistita che punisce «con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 600.000 a un milione di euro» chiunque la «realizza, organizza o pubblicizza». Ma chi ha i soldi e la motivazione necessaria sfida comunque le regole e va all’estero. E la risposta dei tribunali è cambiata nel tempo, seguendo l’evoluzione della giurisprudenza internazionale.

I procedimenti penali

Sono circa un trentina i casi arrivati a processo. «Fino al 2012 di fatto il reato non è mai stato perseguito, poi sono iniziati i procedimenti e a partire del 2013 ci sono state alcune condanne, che però nei gradi successivi di giudizio stanno sfociando tutte in assoluzioni. E nei nuovi casi la tendenza è a non procedere», sintetizza Alexander Schuster, ricercatore dell’Università di Trento ed esperto di diritto comparato. Cosa è cambiato? Intanto le ipotesi di reato: «All’inizio si perseguiva l’alterazione dello stato di famiglia, un reato grave punibile con pene fino ai 15 anni, perché si ritenevano falsi …

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