Author page: Thomas

Il Data Blog Del Corriere Della Sera.

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Le condanne erano arrivate nel 2013: una pena di 14 mesi per i coniugi ultrasessantenni di Varese che due anni prima avevano avuto i loro gemelli grazie a una madre surrogata di Kiev. Addirittura 5 anni e un mese per quelli di Brescia, genitori anche loro di due bimbi partoriti da una donna ucraina nel 2011. In appello è cambiato tutto: marito e moglie bresciani sono stati prosciolti il 25 marzo scorso, quelli varesini nell’autunno precedente.

A complicare il dibattito di questi giorni sulla gestazione per altri — arrivato in Italia sulla scia della campagna delle femministe francesi per un divieto universale e unitasi alle voci dei cattolici da sempre contrari — ci sono le apparenti contraddizioni della giurisprudenza. La gestazione per altri in Italia è vietata dal 2004, quando è stata varatala legge 40 sulla fecondazione assistita che punisce «con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 600.000 a un milione di euro» chiunque la «realizza, organizza o pubblicizza». Ma chi ha i soldi e la motivazione necessaria sfida comunque le regole e va all’estero. E la risposta dei tribunali è cambiata nel tempo, seguendo l’evoluzione della giurisprudenza internazionale.

I procedimenti penali

Sono circa un trentina i casi arrivati a processo. «Fino al 2012 di fatto il reato non è mai stato perseguito, poi sono iniziati i procedimenti e a partire del 2013 ci sono state alcune condanne, che però nei gradi successivi di giudizio stanno sfociando tutte in assoluzioni. E nei nuovi casi la tendenza è a non procedere», sintetizza Alexander Schuster, ricercatore dell’Università di Trento ed esperto di diritto comparato. Cosa è cambiato? Intanto le ipotesi di reato: «All’inizio si perseguiva l’alterazione dello stato di famiglia, un reato grave punibile con pene fino ai 15 anni, perché si ritenevano falsi …

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A Michele Serra, Un Giocatore Di Tennis

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Secondo me, caro dott. Serra, quel mattino, al bar, dove Lei, da buon chierico democratico dello Zeitgeist andava all’oracolo del Volksgeist, il caffè se l’è bevuto corretto. Guardi che il Suo amico Paolo mica a Pannella diceva: “il suo gioco, da tempo, è costruire strutture retoriche insostenibili. Più sono insostenibili, più lo eccita tenerle in piedi”, ma si riferiva a Lei. Badi che ne son ben certo. Ne ho prova empirica. Me l’ha detto proprio il suo amico Paolo, che è anche mio, di amico. Un buon architetto davvero. Le dico cosa, l’altra sera, prima di una partita a tennis, negli spogliatoi, Paolo mi ha confidato: “Guarda Edoardo che io, il Michele, mica lo capisco più, spero non sia la sua abitudine del caffè corretto, al mattino, prima del lavoro, però si fa delle uscite ogni tanto che capisco no. Dice di volersi dare al gioco d’azzardo, una sorta di scommesse clandestine, lo ha chiamato, mi pare, toto-Pannella, ha a che fare col Circo Massimo, credo di avere capito, e con Saddam Hussein, un buon uomo che immagino ami abbastanza, per come bada ai suoi bambini, per spirito paterno, insomma.” Ma continui a sentire, dott. Serra: “Edoardo, Michele è nei guai, pensa che dove lavora, poi, all’Unità, l’ambiente non è dei migliori, per la sua salute. Mi ha detto di strani discorsi, là dentro, del tipo che se non ci fossero i kosovari, con Milosevic ci sarebbe finalmente la Pace e la situazione dei Balcani sarebbe finalmente normalizzata. Dice che così si vivrebbe in una specie di domenica della vita e si potrebbe allora, alleluia, giocare al toto-Pannella, allegramente, per tutto il giorno. E dice anche che il montepremi iniziale lo metterebbe addirittura la Telekom, 900 miliardi circa. Michele sta no bene, Edo, sta no bene. Scusami ma così …

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Bicisport mtb team: il progetto, la storia della divisa, la evoluzione

IL PROGETTO “MOUNTAIN BIKE TEAM” IDEATO DA EMMEGIPRESS, CON LA COLLABORAZIONE DI BICISPORT.

Il progetto “Mountain Bike Team” è nato per incrementare la presenza di nuovi atleti appassionati della MTB nel Bicisport (Firenze).

Un obiettivo arduo, considerando che la presenza degli atleti effettivi, cioé coloro che partecipavano assiduamente alle gare, era di cinque o sei persone.

Grazie però a loro si è sviluppata l’idea di questo progetto, ideato appunto da Emmegipress con la cooperazione logistica e tecnica del Bicisport.

ATLETI MTB SENZA UNA IDENTIFICATIVA CONNOTAZIONE.

L’arrivo del partner Emmegipress ha fatto in modo nel studiare una strategia, sia di comunicazione sia di marketing, per ampliare e diffondere l’esistenza di quegli atleti i quali utilizzavano nelle gare, ma anche nelle escursioni, la divisa ufficiale del team stradista.

Questo è quanto risulta dai notiziari del Bicisporteam e dalle foto.

DAL PROGETTO ALLA REALTA’

Dall’idea alla realtà e, nel 2007, dopo vari bozzetti, ecco nascere la divisa del gruppo, con il logo identificativo “Mountain Bike Team”. Il progetto “MTB”, il quale era suddiviso in Racing e Touring, aveva però bisogno di una comunicazione specifica, per ottenere poi degli sponsor.

Il gruppo MTB nasce quindi effettivamente con il Racing e viene battezzato a Monteriggioni, in occasione della gara, ove venne presentata la nuova divisa (vedasi foto a lato); essa si componeva di maglia e salopette estiva.

La stampa di settore, locale, nazionale ma anche estera, pubblicò il comunicato, redatto dall’addetto stampa del Bicisport, Federico Mattaliano, seguendo poi l’evoluzione sportiva del gruppo “MTB Racing”, grazie al partner Emmegipress il quale ha fornito tutto l’appoggio possibile per diffondere l’esistenza di questo gruppo.

I COLORI DELLA DIVISA MTB TEAM SONO STORICI

Il colore azzurro della vecchia divisa del gruppo MTB Racing sono storici, poiché con questi la squadra stradista è salita sul podio del giro delle Dolomiti …

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Rugby Magners. Benetton soccombe, il Cardiff vince 19-7/ Commenti su Twitter – Il Gazzettino

PORDENONE – Due funzionari della Regione Friuli Venezia Giulia sono indagati per corruzione per aver costituito, insieme ad un imprenditore trevigiano, una società per lo sfruttamento di una concessione per la derivazione di acque, necessaria per la realizzazione di una centrale idroelettrica, rilasciata dal loro ufficio.

L’indagine condotta dalla guardia di finanza ha permesso di accertare che, quale compenso non dovuto per aver svolto la loro attività d’ufficio (non risulta infatti che la concessione sia stata rilasciata in violazione di norme o regolamenti), i due funzionari hanno ottenuto un doppio vantaggio: il primo è quello di entrare in società, «investendo» 43.000 euro; il secondo è quello di veder decuplicare in un anno il valore delle proprie quote per effetto dell’ingresso in società di un altro finanziatore e della realizzazione da parte della società dell’impianto idroelettrico.

I due funzionari della Regione sono Stefano Lanfrit, di 43 anni di Pinzano al Tagliamento, e di Diego Fonn, di 45 anni di Pordenone, già rinviato a giudizio con l’accusa di concussione in un altra inchiesta legata allo sfruttamento della ghiaia dei torrenti, per la quale ero stato anche arrestato. Nell’indagine è accusato di corruzione impropria anche l’imprenditore, Giuseppe Carpené, di 43 anni residente a Oderzo (Treviso). Il progetto, che ha ottenuto le concessioni nel 2009 ha portato alla realizzazione di una centrale idroelettrica a Cordenons (Pordenone) per un valore stimato di oltre 7,5 milioni di euro.

Secondo l’accusa i funzionari avrebbero ottenuto un doppio compenso non dovuto per aver svolto la loro attività d’ufficio: si tratta dell’ingresso nella società, con investimenti di 11 e 32 mila euro (coperti da un prestito fatto da Carpené), ma soprattutto della valorizzazione che le loro quote hanno ottenuto. In un anno si sono decuplicate: il valore complessivo è ora 364 mila euro che sono state sequestrate e affidate …

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Il WWF e il Giro d’Italia

Il tuo aiuto è necessario

Cominciando da un tetto per costruire una famiglia

“Casa per le ragazze” – Cachoeiro do Sul – Brasile

Questo progetto prevede, oltre alla costruzione di un edificio in un quartiere popoloso della città di Cachoeira dove vivono molti minori abbandonati e bisognosi di un tetto, anche assistenza e guida per l’inserimento nella vita comunitaria di 12 ragazze che altrimenti avrebbero un futuro nero.

Quando qualcuno ci parla del Brasile, la nostra immaginazione immediatamente ci riporta al carnevale. Altre realtà ben più misere, le “favelas” ad esempio, ritraggono questo paese dove ancora troppa gente vive in assoluta indigenza e dove molti minori vivono sulla strada.

OSA-ADRA Italia in collaborazione con ADRA-Brasile realizzerà, grazie anche al tuo contributo, una casa per ragazze dove verrà offerta loro la possibilità di imparare un mestiere, sviluppare sane abitudini di vita e, non ultimo, lasciare la strada dove la vita viene svenduta per poche migliaia di lire.

Cominciamo da un tetto per costruire una famiglia domani.

Perchè anche per loro la giornata sia “vita”

“Lega del Filo d’Oro” – Osimo (AN)

aiuta chi non vede, non sente, non parla

Proviamo a chiudere gli occhi e a coprirci le orecchie… Non riusciremo comunque ad avere un’idea di che cosa significa essere allo stesso tempo sordi e ciechi. La nostra mente riceve il 95% di ciò che apprendiamo attraverso la vista e l’udito. Praticamente tutto. Ecco perchè la sordocecità comporta gravi problemi per la comunicazione, la mobilità, la comprensione di tutto ciò che ci circonda.

L’handicap visivo-uditivo non permette ai sordociechi di utilizzare servizi preposti per chi è soltanto sordo o soltanto cieco. Richiede infatti specifici interventi riabilitativi, speciali metodi di comunicazione e particolari accorgimenti. Solo così è possibile mettere il sordocieco in grado di comunicare con gli altri e di far fronte, …

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Calcio. L’Udinese in Champions League: notte di festa in città e in tutto il Friuli – Il Gazzettino

Settembre 2000

Secondo appuntamento con la poesia e la narrativa. Questa volta abbiamo scelto una breve riflessione di un nostro utente internet.

Ci è perventuta al nostro indirizzo di posta eletronica: [email protected] al quale i lettori possono indirizzare le loro opere.

Chi trovasse più comodi e pratici i metodi classici di spedizione, può usare la posta o il fax, inviando il materiale alla Redazione di Monitor, Via Paludi, 3 – 38014 Gardolo (TN).

Il lavoro del giovane amico torinese non ha ne il taglio della poesia, ne quello del racconto breve; piuttosto è una sorta di meditazione strutturata come una fiaba. Lungi però dall’essere anacronistica o banale. Attraverso queste righe l’autore ci pare voglia evidenziare un malessere interiore comune a tanta gente. Assomiglia in un certo senso a uno di quei brevi racconti di Oscar Wilde (come il Giagante egoista) in cui alla fine si propone una morale.

La proponiamo al giudizio dei lettori della nostra rivista e agli utenti di Internet.

I commenti li potete inviare all’indirizzo: [email protected]

C’era una volta…

C’era un volta un mondo assurdo, vuoto, spaventoso. Era popolato da persone simili a burattini. Marionette mosse dalle mani della finzione. Un mondo in cui le persone cercavano di nascondere la tristezza con la recitazione. In cui per sopravvivere bisognava fingere, illudersi di non capire quello che stava accadendo. Bisognava cercare uno scopo in oggetti senza senso. Si doveva credere in pezzi di plastica anzichè in sè stessi. Si doveva sperare nella tecnologia anzichè in Dio. Era un mondo avvolto da inutili formalismi. Un mondo in cui contava solo quanto avevi, ma non quanto valevi. La cattiveria e l’egoismo complementavano la stupidità dando vita a sentimenti orribili. Dando vita a zone di quel mondo, vicine tra loro, dove da una parte la gente inpotente moriva di fame mentre …

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Mondiale di rugby/ Decise le prime 4: Nuova Zelanda, Australia, Francia, Galles – Il Gazzettino

Lungo le vie del vecchio borgo di Pentidattilo san Gaetano Catanoso ha iniziato il suo ministero di parroco e qui i suoi fedeli si sono ritrovati, sabato 21 aprile, per vivere in sua memoria un’intensa giornata di spiritualità organizzata dalla Fondazione Onlus “San Gaetano Catanoso” di cui è presidente il nipote del Santo, Pasquale Catanoso.

A Pentidattilo Padre Catanoso è stato dal 1904 al 1921 e i tantissimi fedeli giunti da ogni parte della Calabria hanno potuto, con devozione e raccoglimento, visitare i luoghi in cui il Santo ha sviluppato e perfezionato la sua fede tra cui la Chiesa parrocchiale dei SS. Apostoli Pietro e Paolo e la Casa Canonica in cui ha vissuto, oggi trasformata in Museo.

Cuore della giornata è stata però la Celebrazione Eucaristica presieduta da mons. Nicola Ferrante, attuale parroco di Santa Maria di Loreto e parroco di Chorio di San Lorenzo, paese natale di Gaetano Catanoso, al tempo del Santo e concelebrata, tra gli altri, dal vicario generale, don Antonino Iachino, dall’arciprete della parrocchia di Maria SS. Immacolata di Melito (intervenuto al posto del vicario zonale don Scordo) don Benvenuto Malara, dal parroco di “San Gaetano Catanoso” don Pino Sorbara e da don Giacomo D’Anna.

Presso l’Anfiteatro Comunale, con lo sfondo dell’antico paese racchiuso tra le cinque dita della mano, il Santo è stato ricordato attraverso testimonianze significative. Prima dell’inizio della celebrazione suor Dorotea, Madre generale delle Suore Veroniche del Volto Santo ai tempi della canonizzazione del Fondatore dell’ordine, ha ricordato il suo incontro con il Santo e il suo operato sempre fiducioso nel sostegno e nell’aiuto nella Provvidenza divina.

Durante la Messa, animata dal coro di fanciulli “San Gaetano Catanoso” di Chorio di San Lorenzo, don Nicola ha ricordato l’attività del Santo proprio a Pentidattilo. Una rievocazione storica che ha associato nel ricordo San …

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Mondiale di rugby/ Diretta Italia – Usa Vittoria 27-10: 4 mete e punto di bonus – Il Gazzettino

Cosa serve per configurare il sistema SoundTouch™?

Se a casa hai un pc e una rete Wi-Fi®, hai già tutto quello che occorre. Tutto il resto è incluso nella confezione.

Serve uno smartphone o un tablet per usare il sistema?

No. Puoi usare un computer per passare in rassegna la musica e personalizzare i preset con l’applicazione SoundTouch™. Puoi accedere direttamente ai preset usando i pulsanti del sistema e il telecomando, senza bisogno di un tablet, uno smartphone e, una volta configurato, nemmeno un computer.

Posso riprodurre la musica archiviata nel computer?

Sì. I sistemi SoundTouch™ sono in grado di riprodurre la musica archiviata su un computer e gestita con iTunes® o Windows Media Player.

Posso eseguire lo streaming utilizzando applicazioni o riprodurre la musica archiviata nel mio smartphone?

I sistemi musicali SoundTouch™ Wi-Fi® possono riprodurre in streaming la musica di un iPhone, iPad o iPod touch mediante AirPlay®. Non è possibile riprodurre la musica archiviata su un telefono Android™ né eseguire lo streaming con le applicazioni di tali dispositivi.

I sistemi SoundTouch™ sono compatibili con la tecnologia Bluetooth®?

No. I sistemi SoundTouch™ sono pensati per essere usati in casa, o in prossimità di essa, su una rete Wi-Fi®. La tecnologia Bluetooth® è adatta alla comunicazione diretta tra applicazioni mobili per cui sono preferibili le connessioni a corto raggio.

Quale musica in streaming posso riprodurre via Internet?

Con i sistemi SoundTouch™ puoi ascoltare le stazioni radio Internet di tutto il mondo. Nella seconda metà del 2014 aggiungeremo altri servizi musicali molto noti, come Deezer™ e iHeartRadio®, e altri verranno integrati man mano che saranno disponibili.

Posso eseguire lo streaming di Spotify o Deezer™?

Non per il momento. I servizi musicali che vorremmo includere ora sono numerosi, tuttavia, vogliamo innanzitutto mantenere ciò che promettiamo, ossia l’accesso allo streaming musicale in casa …

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COPPA TOSCANA – Club organizzatori

l’ organo esecutivo della Chiesa avventista mondiale.

Ruanda: nel numero del 9 febbraio di Newsweek e’ apparso un articolo sugli

avventisti in Ruanda. Un pastore in pensione ruandese, che e’ fuggito negli

Stati Uniti durante la guerra civile del 1994, e’ stato arrestato con

l’accusa di genocidio e crimini contro l’umanita’. L’articolo sul

settimanale Newsweek e’ stato occasionato dal rilascio del pastore nel mese

di dicembre. Questo articolo mi spinge ora a commentare brevemente l’azione

della Chiesa nella crisi ruandese. L’agenzia avventista per il soccorso e lo

sviluppo (ADRA) ha fatto degli sforzi incredibili per venire in soccorso dei

rifugiati ruandesi e continua ad operare nella zona. L’articolo non menziona

gli sforzi di riconciliazione promossi dalla Chiesa avventista in Ruanda.

Durante il mio viaggio in Ruanda nel 1996 ho visitato i luoghi in cui

migliaia di persone sono state massacrate: ho potuto parlare con diversi

sopravvissuti e ho ascoltato le loro storie. Mi sono incontrato con i

responsabili ai massimi livelli del governo ruandese e con responsabili di

chiese sia hutu che tutsi, compresi quelli che si trovavano nei campi

profughi. Inoltre ho avuto la possibilita’ di rivolgermi a 75.000 membri di

chiesa. Ad ogni opportunita’ ho ricordato il bisogno della riconciliazione e

ho anche suggerito alcuni passi pratici per attuarla. I responsabili della

Chiesa avventista hanno continuato a fare del tema della riconciliazionme

una questione di primaria importanza, riconciliando le due parti in

conflitto perche’ possano divenire veri fratelli in Cristo.

Gli avventisti tedeschi delusi per il mancato divieto da parte del

Parlamento tedesco di proibire il fumo nei luoghi pubblici

Bonn, Germania [ANN] Medici e pastori della Chiesa avventista tedesca

hanno espresso la loro delusione per il voto sfavorevole del Parlamento

tedesco il 5 febbraio scorso relativo alla possibilita’ di proibire il

fumo nei luoghi pubblici. Dopo un …

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